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LA STORIA DI ALI, IN FUGA DALL’AFGHANISTAN

Care amiche, cari amici,

oggi voglio raccontarvi la storia di Ali, un ragazzo afgano arrivato stremato in Italia dopo un lungo viaggio attraverso l’Iran, la Turchia e la Grecia.

Ha gravi problemi di salute, anche per le violenze subite nel suo paese, viene subito ricoverato e l’ospedale diventa la sua nuova ‘famiglia’

Noi del CIR cominciamo a seguirlo: al primo incontro, Ali ha gli occhi spenti e l’atteggiamento dimesso, sembrava perso. Aveva bisogno di essere seguito da vicino in un ambiente protetto.

Decidiamo di inserirlo in uno dei laboratori di riabilitazione per vittime di tortura che il CIR porta avanti da molti anni. Ali comincia a frequentare un laboratorio di tessitura. Lavorare con le mani, vedere una trama che lentamente prende forma e si compone sotto le sue dita ha avuto per lui un forte valore terapeutico.

Intanto Ali comincia a ritrovare fiducia in se stesso, a crearsi una rete di amicizie, a farsi volere bene:anche il chirurgo che lo ha operato gli trova un lavoro come giardiniere.

In questi 25 anni di persone come Ali al CIR ne sono passate tante; abbiamo aiutato più di 120 mila rifugiati. Abbiamo curato più di 4000 vittime di tortura. Ma non voglio ‘ impressionare ‘dando i numeri’: per noi è stato importante, è importante proteggere ogni singola persona, in fuga da una guerra, alla ricerca di una speranza, di una nuova vita.

Per poter continuare a proteggere “tanti Ali” ti chiedo un piccolo gesto che non ti costa niente: ti chiedo di destinare il tuo 5 x 1000 al CIR. Puoi firmare e inserire il codice fiscale del CIR 09686720153 nello spazio dedicato al "Sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale ecc".

Vogliamo continuare a proteggere Ali e tanti come lui,

Grazie

Christopher Hein, Direttore del CIR

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